Il canottaggio merita la sua fama di sport più completo?

  • 25 Agosto 2026
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l'aviron, un sport complet sur l'eau
In questo articolo

Chiedetelo a un preparatore atletico: quale sport fa lavorare più muscoli con meno traumi? La risposta finisce quasi sempre nello stesso posto. Il canottaggio sport coinvolge circa l’85 % della massa muscolare a ogni colpo di remo, senza il minimo impatto articolare. Sulla carta è la macchina perfetta. Sull’acqua aggiunge ciò che le palestre non avranno mai: lo scorrimento, l’equilibrio, il silenzio dei fiumi al mattino presto. Ecco perché questo sport riservato merita la deviazione e come iniziare concretamente.

Che cosa fa davvero il canottaggio al corpo

Primo mito da correggere: non si voga con le braccia. Un colpo di remo è 60 % gambe, 30 % schiena e tronco, solo 10 % braccia. Le cosce spingono, il busto bascula, le braccia concludono: questa catena spiega perché i vogatori registrano alcuni dei VO2 max più alti dello sport mondiale, davanti a molti corridori.

Il secondo punto di forza è quello che interessa ai fisioterapisti: zero impatto. Seduto, sostenuto dall’acqua, il corpo lavora senza traumi. Il canottaggio si pratica fino a età molto avanzata, è il complemento ideale per i corridori infortunati e il rinforzo della schiena che offre corregge anni di postura da ufficio, a patto che il gesto sia appreso bene. Considerate anche da 500 a 700 kcal per ora di voga sostenuta: il lavoro cardiovascolare segue.

Il carrello, il gesto che fa innamorare

Il sedile scorre su guide e tutto l’apprendimento sta in una sequenza: gambe, busto e braccia in propulsione, braccia, busto e gambe al ritorno. I club la riassumono in una formula che i principianti ripetono all’infinito: «gambe, schiena, braccia, braccia, schiena, gambe». Un gesto disordinato affatica le lombari. Un gesto corretto produce quella sensazione che i vogatori chiamano scorrimento perfetto: la barca che fila tra due colpi di remo, senza rumore, come lanciata sul vetro. È lei a riempire i pontili il sabato mattina.

Iniziare in club, il percorso reale

1. La seduta di prova: tutti i club di canottaggio la propongono, spesso gratuita, su barche scuola stabili o in jole a quattro vogatori. Nessuno vi metterà su un fragile singolo il primo giorno.

2. Il ciclo di avviamento: da 8 a 10 sedute per acquisire il carrello, le manovre e la sicurezza. Contate 200-350 € l’anno in club, tessera compresa e barche del club incluse: uno dei migliori rapporti attrezzatura-prezzo dello sport francese.

3. Il test di nuoto: nuotare da 25 a 50 metri, richiesto all’iscrizione. Il canottaggio si pratica sull’acqua e le basi restano le basi.

4. Poi a scelta: barche lunghe in equipaggio per lo spirito di squadra, singolo per i solitari, canottaggio amatoriale, escursione o competizione. D’inverno l’ergometro mantiene la condizione e i club vi organizzano le proprie sfide cronometrate, un esercizio che il nostro approfondimento sulla tecnica del vogatore descrive nel dettaglio.

Perché il momento non è mai stato così buono

Il canottaggio resta uno sport discreto nel panorama francese, stretto tra discipline più mediatiche: un giro nell’elenco degli sport basta a misurare la concorrenza. Eppure è uno dei pochi in cui un adulto principiante può vogare in equipaggio costituito già dalla prima stagione.

Ultimo argomento, quello del calendario: al contrario degli sport estivi saturi, i club di canottaggio reclutano tutto l’anno e le liste d’attesa sono rare. Le porte aperte di settembre restano il momento migliore, l’acqua è ancora calda e i cicli di avviamento partono in gruppo.

Le precauzioni del vogatore, senza drammi

Il canottaggio fa male di rado, ma logora in silenzio quando il gesto o il volume sfuggono di mano. Le lombari per prime: un carrello mal sequenziato, schiena curva all’attacco, e la lombalgia si installa: è QUESTA la ragione per iniziare seguiti. Poi le mani: vesciche garantite le prime settimane, e il taping preventivo è un’arte di club che si impara in fretta. Infine i polsi e le costole, tra gli agonisti che macinano chilometri.

Si aggiunge la dimensione tipica degli sport nautici: un ribaltamento in singolo con acqua a 10 gradi non è mai banale, e i club regolano severamente le uscite invernali. È questa realtà a spingere i vogatori assidui a completare la tessera federale con un’assicurazione individuale infortuni canottaggio: subentra sulle spese di cura reali e sull’assistenza, dallo studio del fisioterapista all’imprevisto in riva al fiume. In uno sport in cui si compra poca attrezzatura, è la voce di bilancio che resta.

Che cosa fa lavorare il canottaggio

Zona del corpo Parte dello sforzo Ruolo nel colpo di remo
Gambe La parte maggiore Spinta iniziale sulla pedana
Tronco e core Importante Trasmissione della forza, bascula del busto
Braccia e schiena Complementare Conclusione del movimento
Sistema cardiovascolare Molto sollecitato Sforzo lungo e continuo

Otto remi, un solo scorrimento

Ci sono due canottaggi: quello delle macchine da palestra, efficace e un po’ austero, e quello degli specchi d’acqua all’alba, dove otto vogatori sincroni fanno volare sessanta chili di carbonio nella foschia. Il secondo vale il viaggio. Prenotate una seduta di prova a settembre: lo scorrimento perfetto va meritato, ma si assapora già dal primo mese. E non si disimpara mai.

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